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Questa ultima storia si chiama così perché la conquista più grossa che qualunque persona possa fare in un lavoro creativo è controllare i dettagli. Controllare i dettagli è evidentemente il risultato di un processo fatto di azioni piccole e grandi messe insieme nel corso del tempo e man mano gestite sempre un po’ meglio, con coscienza maggiore e unendo sempre più puntini: mi viene da dire che il dettaglio si costruisce, non è qualcosa da porsi come obiettivo, perché semplicemente all’inizio del lavoro non si ha idea di quale dettaglio il progetto avrà bisogno. Quindi posso cercare di riassumere questa esperienza con tre parole, di cui l’ultima è appunto il titolo di questo piccolo testo; le altre due sono: passato e ignoto.

Passato perché quando si parte e si va in qualche posto si porta con sé sempre, volendo o no, la propria storia e le proprie radici e ciò influenza in modo sostanziale già solamente la visione di un posto nuovo, figuriamoci la sua comprensione e l’immersione in esso: il mio arrivo a Barcellona a Maggio 2021 è stato sicuramente un rendermi conto della mia storia, della mia formazione a casa mia; e non parlo di formazione in senso stretto: formazione come tutta quella serie di cose che ci rendono unici come persone.

Ignoto è la seconda parola ed è una promessa al viaggio, perché il passato è un po’ come la tradizione: va “tradito”.

Viversi a pieno questa esperienza e prendersi tutto quello che poteva offrire voleva dire anche, mettere in pausa per un po’ la conoscenza acquisita già e le proprie credenze e buttarsi a capofitto e senza paura nell’ignoto di un workflow diverso, di una metodologia progettuale non lontana ma nemmeno così vicina a quella della mia formazione e solamente calandomi dentro qualcosa di diverso dal me di qualche mese fa ho potuto capire a pieno di cosa si trattasse.

E tornando alla terza parola usata all’inizio, posso spiegare come percepisco ora la mia crescita personale e professionale dopo questi mesi a Barcellona in Arquitectura G e soprattutto posso dire che l’esperienza vissuta supera le aspettative: non perché queste fossero modeste ma semplicemente perché i dettagli di questa esperienza si sono costruiti man mano qua e hanno creato storie e memorie molto più significativi di una semplice spunta su aspettativa superata o no.

Lavorare in Arquitectura G mi ha formato, nel corso dei mesi il feeling è stato sempre migliore e le relazione all’interno del team si sono oliate alla perfezione; penso di aver dato un buon contributo all’azienda, pari almeno a quello che loro hanno dato a me portando non solo una serie di competenze professionali e accademiche ma mettendo al centro del tavolo uno scambio culturale, è stato sempre questo a creare un legame e a far accadere poi un’osmosi di competenze tecniche.

Torno a casa sostanzialmente con una vista più precisa, con una lente che mi permette di vedere più a fondo e ottenere visioni più nitide; in questo senso il mio progetto imprenditoriale avrà basi più solide. Quest’esperienza la consiglio a tutti, per il semplice motivo che si parte forti e si torna ancora più forti.

Lorenzo