Sentirsi a casa
Ecco, credo che il titolo dica tutto. Sono passati sono tre mesi e mi sento davvero a casa; la città, le persone, la libreria dove lavoro, tutto sembra aperto e curioso quanto me. È come tornare un po’ ai tempi dell’Erasmus universitario, con quella voglia di mangiarsi la vita, far festa tutte le sere, conoscere persone nuove… forse l’unica differenza è che alla soglia dei 30 anni se faccio festa due sere di fila poi mi si raccoglie col cucchiaino.
Ma ovviamente c’è un’altra grande differenza evidente tra l’esperienza che sto vivendo ora e quella vissuta 10 anni fa: quello che sto facendo ora ha lo scopo concreto e certo di star costruendo il mio futuro e lo so che detta così sembra molto uno spot da pubblicità progresso ma credo sia anche molto vero; so esattamente dove voglio arrivare e questa esperienza mi da l’opportunità di potermi sperimentare senza, per una volta, dovermi preoccupare dell’aspetto economico.

Sono fermamente convinta che dare la possibilità di formarsi e “lanciarsi” sapendo di poter contare sul contributo economico offerto dal bando sia un incentivo davvero importante per chi, come me, sta scegliendo di intraprendere la carriera imprenditoriale.
In libreria poi si sta lavorando molot bene, è partito un laboratorio di lettura teatrale guidato da me e ogni mese affrontiamo un autore diverso, ci confrontiamo, leggiamo, ne parliamo e, nella serata conclusiva del mese, incontriamo l’autore o autrice online per un piccolo momento di dibattito.
Accanto a questo continuano i miei laboratori per bimbe e bimbi basati su testi della letteratura infantile.
E tutto questo è accompagnato dall’affiancamento costante di Cecilia (di cui sembro ormai una costola o una cozza attaccata allo scoglio) che, oltre ad essere presente e disponibile nella spiegazione di tutte quelle cose che “scusa Ceci, sarò scema, ma non ho mica capito”, è anche la persona giusta con cui andare a qualsiasi evento culturale di Barcellona perché lei conosce tutti. Sembra di essere un po’ l’assistente sfigatina del diavolo veste prada ma con la regia di Almodovar.