“Nel mezzo del cammin … “: a metà del mio percorso con il programma EYE

Eccomi giunta a metà della mia esperienza con il programma EYE in Olanda iniziata il 15 Febbraio e che terminerà alla metà di Giugno.

Dopo quasi tre mesi di lavoro nello studio di Rotterdam con cui collaboro posso dire di essere molto soddisfatta della scelta fatta e di trovarmi perfettamente a mio agio con il team, sia a livello umano che a livello professionale.

Devo dire di essere stata molto fortunata ad avere avuto l’opportunità di entrare in uno studio dinamico e attivo, con i quali membri da subito si è instaurato un rapporto di fiducia e collaborazione in un clima di assolute serenità e professionalità. Lavorando con loro ho avuto la grande possibilità di partecipare ad un concorso internazionale per la realizzazione di una scuola in Africa e parallelamente di seguire lo svolgimento delle canoniche attività dello studio: dal rilievo, alla restituzione grafica, alla preparazione dei layout di progetto, alla renderizzazione fino  all’incontro con il cliente. Questo apporta molto alla mia formazione sino ad ora basata sull’esperienza meramente universitaria, dunque più teorica ed accademica.

Anche per quanto riguarda l’utilizzo dei programmi di architettura mi sono trovata molto bene. Fortunatamente i programmi  che utilizzano sono quelli più diffusi e comuni anche in Italia, ma sto implementando l’utilizzo di un programma per la modellazione 3d per me nuovo; il che ovviamente arricchisce la mia formazione conferendomi capacità diverse e più spendibili nel futuro.

Al momento siamo in procinto di iniziare una nuova competition di rigenerazione territoriale molto importante a livello europeo e questo oltre ad essere stimolante ed entusiasmante mi rende desiderosa di intraprendere un percorso in un ambito ulteriormente diverso, ovvero quello dell’urbanistica e del paesaggio.

Questa esperienza sta rispondendo al 100% alle mie aspettative e speranze: dal punto di vista  umano mi sto arricchendo come persona (come sempre capita quando si fanno esperienze forti come quelle dell’andare a vivere all’estero) , dal punto di vista professionale, invece,  sto crescendo soprattutto per quanto riguarda il contatto con la realtà e l’incontro\scontro con quella che è la reale professione dell’architetto. Ciò è  reso ancor più stimolante dal fatto che rapportarsi con una realtà straniera – che fa ricorso a diversi  materiali, tecnologie, concezioni e stili –  regala emozioni ancora più forti che sicuramente mi aiuteranno, una volta rientrata in Italia, ad aprire una mia attività più flessibile e ricca.