L’arrivo a Lisbona e l’inserimento in un ambiente internazionale

Mi presento, sono Giulia Camardo e sono un’architetta laureata al Politecnico di Milano. Il mio percorso accademico si è svolto quasi totalmente nel capoluogo lombardo se non per una breve ma intensa parentesi parigina. Nella capitale francese ho infatti svolto un semestre di studio all’estero all’interno del programma Erasmus +. Questa esperienza è stata per me molto formativa sia dal punto di vista dell’apprendimento universitario e della lingua ma anche, in generale, di vita. Infatti ho capito che, sebbene, non parlassi molto bene francese, sono in possesso degli strumenti adatti a poter vivere all’estero.

Immediatamente dopo la laurea, in piena emergenza sanitaria, ho deciso di non intraprendere subito un’altra esperienza all’estero ma di iniziare la professione a Milano in un piccolo studio di architettura principalmente focalizzato su l’intervento sul costruito. Contemporaneamente ho anche portato avanti l’attività come assistente presso l’ateneo che ho frequentato e ho seguito un corso post-laurea. Quest’ultimo era incentrato al progetto sul patrimonio costruito e quindi alla stratificazione di interventi. Questa è una tematica che mi interessa molto e che trovo molto attuale ma che in realtá é sempre stata centrale in architettura.

A seguito della fine di questo corso ho deciso che era giunto il momento di ripetere nuovamente un’esperienza all’estero ma questa volta di lavoro. Durante il corso ho avuto l’opportunità di ascoltare le parole di alcuni dei migliori architetti del Portogallo, attraverso il racconto dei loro progetti ho deciso quale sarebbe stata la mia meta. Successivamente sono venuta a conoscenza del programma Erasmus for Young Entrepreneurs e ho trovato immediatamente molto interessante l’opportunità data dall’organizzazione.

 

 

 

Attualmente, infatti, mi trovo a Lisbona dove dal 4 Aprile sto collaborando con lo studio di architettura Aires Mateus all’interno del programma di scambio EYE. L’esperienza si concluderà tra tre mesi, il 4 Luglio.

Il primo approccio è stato positivo, trovo la città molto bella e molto facilmente vivibile. Finalmente sono in una città più simile alle mie origini Livornesi dove il rapporto con l’acqua è forte e il clima generalmente piacevole.

L’ingresso all’interno dello studio é stato immediatamente molto formativo, infatti, sto già toccando con mano cosa vuol dire essere all’interno di un atelier dove lavorano circa 40 persone. Chiaramente questi numeri impongono l’utilizzo di regole interne per mantenere il lavoro ben organizzato.

Già in queste prime settimane ho potuto anche vedere come si svolgono i meeting con altri progettisti per svolgere collaborazioni internazionali, risulta in questo momento fondamentale anche la mia conoscenza del francese utilizzato come lingua di base per questo progetto.

Penso sia evidente che questa esperienza, sebbene appena iniziata, sia incredibilmente formativa e professionalmente arricchente soprattutto sul tema dell’intervento sul costruito su cui i progettisti hanno un approccio forte ma non eccessivo mantenendo sempre il rispetto per il patrimonio senza snaturarlo.