A 15 giorni dal mio arrivo a Barcellona posso dire di essermi lasciata alle spalle ansie e preoccupazioni legate alla partenza superando quell’insana paura di uscire dalla mia piccola comfort zone e lanciarmi in una nuova esperienza. 

Resterò in Spagna per 4 mesi, dal 06 Maggio al 06 Settembre 2019, ospite presso l’impresa Rovira-Beleta Accesibilidad, uno studio di architettura che si occupa, nello specifico, di consulenze sull’accessibilità e di progettazione inclusiva. L’architettura per un’utenza ampliata è diventata la mia passione da quando nel 2013 sono entrata a contatto, casualmente, con il mondo delle disabilità. Il tema è ancora troppo sottovalutato in Italia come se gli architetti non fossero i primi responsabili di spazi inospitali ed inaccessibili: non esistono insegnamenti specifici nelle università, master o corsi di formazione, lasciando l’adozione di soluzioni inclusive alla sensibilità dei singoli progettisti. Caparbiamente ho seguito la mia passione collaborando a progetti europei a fianco dei più grandi esperti italiani ed internazionali ed ho perfezionato la mia conoscenza con il Postgrado en Accesibilidad y diseño para Todos della UIC Barcellona.

Ho scelto di partecipare al programma Erasmus for Young Entrepreneur su consiglio di ex colleghi che avevano già aderito in passato: le loro storie, assolutamente positive, sono state lo stimolo decisivo che mi ha spinta a provare questa nuova esperienza. Sarà fondamentale per comprendere come gestire uno studio di consulenza sull’ accessibilità e poter, in seguito, investire in un mercato ancora inesplorato e sconosciuto in Italia.

Il mio Host Entrepreneur si è subito messo a mia totale disposizione così come colleghi ed il resto del personale dell’impresa che condivide con me interessi e passioni. 

Il primo impatto con la città, poi, è stato assolutamente positivo: Barcellona, città dal respiro europeo, culturalmente vivace, imprenditorialmente ed economicamente molto attiva, nonostante la sua dimensione cosmopolita è stata in grado di conservare e difendere la propria identità da una invasione turistica costante e prepotente: “Andando por la calle” si percepiscono il calore e l’energia di un popolo da sempre abituato a vivere lo spazio pubblico che qui possiede una qualità sorprendente. Qui sono tutti assolutamente gentili e cordiali e anche quello che immaginavo sarebbe stato un problema, la lingua, in realtà non lo è stato: ogni giorno apprendo nuove parole ed espressioni e presto sarò in grado di sostenere un’intera conversazione in spagnolo. 

Sono qui, pronta ed impaziente, trepidante per il nuovo lavoro che mi aspetta e curiosa di iniziare a vivere in una città tanto carismatica e visionaria.