Londra è deserta ma il tè ti scalda il cuore

Mi chiamo Elizabeth Bassano, ho 27 anni, sono di Napoli e da poche settimane (dal 5 ottobre per 4 mesi) sto avendo l’opportunità di crescere come persona e come architetto in una delle città più ambite d’Europa; Londra.

Sono interessata a moltissime cose ma la passione che al momento sto sfruttando di più è quella per il tè. Ho deciso di partecipare al progetto per mettermi in gioco senza scuse e per imparare da un’attività avviata e di una cultura diversa sotto consiglio di un’amica.

Sono in un ufficio a 10 minuti da casa: torno a casa pranzare (una bellezza e una salvezza viste le restrizioni per il virus!). In ufficio siamo pochi al momento perché molti sono in smart working e mi hanno detto di quante avventure e cose spassosissime si facessero prima del covid e di quanto gli dispiaccia che io me le stia perdendo. La mia host è adorabile, oggi mi ha portato anche della cioccolata, insomma mi sento capita 😉. Mi chiede come sto, cosa io pensi e mi da piccole responsabilità incoraggiandomi a provare, sbagliare e migliorare. La seconda settimana ho portato il tiramisù, che è magico, e ora sicuramente ci vogliamo tutti bene. Ho la mia postazione, il mio telefono (e mi fanno pure rispondere! Quando dicono che fai un’esperienza a 360 gradi…) e “tasks” più o meno durature che vanno da un semplice aggiusto su Photoshop al rifare un 3D, a fare una valutazione del materiale migliore da usare nel progetto. Parto quasi sempre dal non sapere nulla e non sentirmi in grado, fino a  dispensare sapere sull’argomento ed è una cosa che mi piace da morire: imparare e mettere in pratica.  Ascoltiamo la musica mentre siamo al pc e ovviamente c’è una cucina; mentre loro bevono caffè io mi finisco tutto il tè.

Ho tante speranze per i prossimi 4 mesi: cantieri, ricerche, nuovi contatti e nuove tecnologie per il mio bagaglio culturale.

Ho la fortuna di avere un quarto di famiglia inglese con cui riesco a restare in contatto ma in tempi di Covid nemmeno Londra resta immune:  è semideserta e molte tra le più note attività restano chiuse. Da sabato non possiamo più incontrarci con persone che non abitino con noi in spazi chiusi. E chi viene a trovarti dall’Italia si deve fare “le vacanze” chiuso in casa. Per fortuna le mie coinquiline non si sono rivelate male.

Insomma non sto riuscendo a vivere molto la città ma nei weekend riesco a mettere in atto belle passeggiate e sono soddisfatta del lavoro che sto portando avanti. Sto imparando molte cose nuove: norme, materiali, procedure etc.

Never Enough di Loren Allred rappresenta al meglio la mia sete di sapere, alla prossima storia!

Con speranza,

Elizabeth