Progetto EYE: più che un viaggio, un’opportunità

Sono pronta per la partenza per questo scambio alle Isole Canarie, in questo caso a Gran Canaria, con un imprenditore italiano che vive li.
Lavoreremo assieme per un mese e mezzo – purtroppo avremmo voluto far partire prima il progetto ma abbiamo riscontrato numerosi problemi per via delle restrizioni del COVID-19, ed io purtroppo a settembre ho degli impegni lavorativi e familiari.

Io partirò qualche giorno prima dell’inizio dello scambio per ambientarmi intanto che il mio HE finisca la sua quarantena in Italia di ritorno dal Vietnam.Lo scambio inizierà il tre agosto e terminerà l’11 settembre.

Ma lasciate che vi dica un po’ di me.
Mi chiamo Cristina, sono nata a Bari e ho tre grandi passioni: le lingue, il palcoscenico, i viaggi. Dunque, ho sempre lavorato e studiato in questi ambiti.
Ho studiato presso un liceo linguistico della mia città mentre frequentavo l’accademia di recitazione come più giovane studentessa (avevo 14 anni quando mi hanno ammessa al piano triennale accademico).
Al termine del liceo, ho iniziato subito a lavorare sia in teatro come attrice e cantante che come guida turistica nella mia regione. Il mio sogno era di andare a studiare a New York ma dei problemi fisici mi hanno letteralmente bloccata in Italia – dove pero’ non ho mai smesso di seguire le mie passioni.

A 23 anni, ho deciso di iniziare un’avventura tutta mia e sono partita con un biglietto di un anno per l’Australia – che poi sono diventati 4 anni e mezzo, poi 1 in Indonesia, poi New York, poi Milano. Ho lavorato come attrice, insegnante di public speaking, come hostess e
concierge ai più prestigiosi eventi e per gli uffici privati del parlamento australiano, come travel designer e guida turistica.
Ho deciso di partecipare all’EYE perché questa pandemia, che mi ha buttato parecchio giù associata alla perdita di una persona cara proprio nel primo giorno di lockdown, è stato anche un momento in cui ho capito che non potevo più fluttuare di Paese in Paese, ma
crearmi qualcosa di mio, che posso poi portare con me ovunque io vada con questo mio spirito nomade.

Ma da dove iniziare? Ho sempre lavorato freelance per gli altri senza mai davvero mettere “nero su bianco” qualcosa di mio, un marchio riconoscibile.
Quindi ho visto questa collaborazione come uno stimolo per (ri)cominciare da me, e capire se effettivamente la vita da imprenditrice fa per me.
Per trovare ispirazione e coraggio, per conoscere gente nuova in un Paese che non avevo mai contemplato tra le mie mete (ma che si prospetta molto allettante a livello di comunità expat, networking, ma anche di clima e costo della vita).

“La propri destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose”
Henry Miller