Eccomi qua, chi lo avrebbe detto?

Mi chiamo Alessio Miecchi, e mi trovo a Porto, Portogallo da più di una dozzina di giorni e devo dire che mi sembra di esser qua da tutta una vita. Tutto mi è così familiare e non ci ho messo tanto ad ambientarmi nonostante le restrizioni in vigore. Questa familiarità non mi ricorda casa ma posso dire con certezza che è una Casa dove non sono nato.

Al mio arrivo tutti sembravano già pronti ad accogliermi come se fossero stati avvisati a priori del mio arrivo, in realtà non mi conosce nessuno, ma ad ogni occasione nessuno perde tempo a presentarsi e darmi aiuto nel caso fossi in difficoltà. Son tutti cordiali e sorridenti come se tutto andasse sempre bene! Speriamo che continui con queste buone vibrazioni per tutto il periodo della mia permanenza.
Porto è decisamente una città che ha carattere.

Lavorare a Porto vuol dire vivere a trecento sessanta gradi il suo spirito da stakanovista e la sua vivacità: lo si vede nei lavoratori dei mezzi pubblici, nei rider delle consegne e sopratutto (la cosa più diretta a me) nello studio Barata Arquitectos.

Uno studio apparentemente new entry nel panorama della scuola di Porto che si presenta quasi come una garage-band, impressioni che ho messo via dopo poco.. In realtà la pasta è di buonissima qualità. Dietro questo spirito cordiale e giovanile si cela una esperienza trentennale del fare architettura di qualità e di un certo spessore. I colleghi si impegnano nel farmi sentire a mio agio e non perdono tempo a rendermi partecipe della grande storia dello studio. La formazione degli anni all’università di architettura e dei vari workshop che ho fatto lungo la strada si stanno rivelando utili.

Mi sto integrando molto velocemente ai ritmi e alle dinamiche dell’atelier : posso dire che faccio parte del flusso di lavoro Barata Arquitectos, almeno spero. Le occasioni per socializzare nei fuori orari, nel post office sono se non nulle sono molto rare. Questo ovviamente è dovuto alle restrizioni amministrative dovute all’emergenza pandemica, norme che già dal prossimo mese si andranno ad attenuare, speriamo bene!

Cercavo una realtà diversa da quella italiana dove mettermi in gioco a pienamente, che incarnasse la dualità tra sapere e fare. Grazie a ricerche fatte nella rete ho trovato questa possibilità chiamata EYE program e ai ragazzi di MateraHub che mi hanno supportato e mi stanno supportando in questa avventura. Perché il Portogallo? Il loro modo di indagare le mille sfaccettature della materia e far coesistere architettura e paesaggio mi hanno sempre entusiasmato e ho sempre pensato che dovevo anch’io lavorare in questa maniera se volevo fare Buona Architettura.

Barata Arquitectos sembrano fatti apposta per me, non vedo l’ora di approfondire il loro approccio al problema costruttivo con i prossimi mesi.