Salpare l’ancora e ammainare le vele…

Si è giunti ormai, dopo 4 mesi da quando sono qui a Siviglia, alla fine di questo breve percorso di vita e professionale. È tempo di tirare le somme e di capire come questa esperienza abbia influenzato il mio modo di agire e di pensare, considerando anche la mia visione della vita per certi versi atemporale. Il concetto su cui mi piacerebbe spendere qualche parola e che ben si ricollega a questa esperienza è formazione. La formazione è un bagaglio che ci si porta sempre dietro, che non è soggetto alle limitazioni aereoportuali a cui siamo spesso abituati, ragion per cui non è necessario limitarne il contenuto. Personalmente credo che la teoria dinamica del “più sai, meglio è” vince su quella statica e arrendevole del “non si può saper tutto”. Questa esperienza è stata l’ennesima conferma che la probabilità di successo è direttamente proporzionale alla voglia di apprendere e di spendersi e a quanto tempo si decide di investire quotidianamente per il proprio futuro.

La seconda parola chiave utile a sintetizzare questo percorso è sicuramente confronto. In un ambito multidisciplinare e sinergico come quello architettonico l’ascolto e lo scambio di visioni tra le varie parti sono condizioni necessarie per la riuscita di un buon risultato. Creare circostanze e condizioni (anche solo di prossimità fisica) che favoriscano la circolazione contemporanea di idee tra i diversi progettisti permette di ottimizzare i tempi e di risolvere le problematiche delle scelte ipotizzate.

Sapersi innovare senza perdere di vista aspetti tradizionali della metodologia progettuale è l’ultimo concetto che sintetizza questa collaborazione durata 4 mesi.  All’interno dello studio ho visto convivere, giorno dopo giorno, il fare architettura di oggi con quello di un tempo, capendone a fondo limiti e potenzialità dell’uno e dell’altro.

L’esperienza è sicuramente da consigliare perché si rivela un’ottima opportunità per capire da vicino come funziona la sfera imprenditoriale della propria professione. È uno scambio che giova ad entrambi le parti se  si è maturati un minimo di curriculum. Non è ovviamente una prerogativa necessaria, ma è un percorso che richiede una piccola dose di maturità perché ci sono nozioni che per diverse ragioni non vengono palesate e  che vanno colte e lette tra le righe. Va da se che maggiori ovviamente sono le proprie competenze, maggiormente si viene coinvolti nei processi decisionali interni e nelle dinamiche lavorative dell’azienda e conseguentemente si riescono ad individuare eventuali carenze nella propria strategia di business.

Le ultime parole di questa ultima storia sono di ringraziamento al mio host e al suo equipe per l’accoglienza, la condivisione, la fiducia e la stima che mi hanno mostrato fin da subito. Si sono intrecciate delle relazioni che credo si conserveranno nel tempo.

Non resta allora che salpare l’ancora e rientrare in patria per prepararsi ad un nuovo viaggio su quella  “barca” ormeggiata che aspetta un giovane capitano!