Mettersi alla prova: la mia scommessa post-laurea. Da Salerno a Karlsruhe

Le cose non sono andate proprio come me le aspettavo. Ero convinto che lo scambio attraverso EYE mi avrebbe aiutato nelle mie skill tecniche, che avrei padroneggiato nuovi e più potenti strumenti informatici, che avrei potuto aggiungere qualche riga in più al curriculum. Devo essere sincero, nella mia immaginazione avevo sminuito il lato imprenditoriale della collaborazione, così come avevo sottovalutato il lavoro di concezione e planning necessario all’implementazione del mio business plan. Per fortuna, sono stato sorpreso. Questi cinque mesi con Risklayer mi hanno fatto capire più a fondo cosa significa avviare e gestire un’impresa, e quanto sia necessario essere costantemente pronti a superare i limiti dell’azienda, del settore e i propri personali. Il mio Host Entrepreneur ha voluto puntare su di me per farlo.

Nel giro di questi mesi, le mie competenze e le mie opinioni sono state tenute in sempre maggiore considerazione dai colleghi con cui ho lavorato fianco a fianco. La parità di questo rapporto è stato il necessario presupposto dell’apprendimento: Bijan, Trevor, James, Andreas mi hanno insegnato molto (e chissà, forse hanno anche imparato qualcosa da me).

Infine, da non sottovalutare è il coinvolgimento. Lavorare per un progetto a cui si tiene genera un’eccitazione tutta particolare, che fa sembrare, e che forse rende, tutto possibile. A cominciare dalla prosecuzione di questo percorso: la mia collaborazione con Risklayer continuerà oltre il programma EYE. Nei successivi mesi, finalizzeremo la domanda di finanziamento al DBU e continueremo la parte più tecnica del lavoro, ovvero la definizione dell’algoritmo per il calcolo della simulazione energetica degli alberghi aderenti al progetto Hotel Resilient. Il rating energetico assegnato a tale oggetto, affiancato al punteggio per la resilienza in caso di eventi estremi, servirà ai clienti per misurare la propria sostenibilità a lungo termine.

Sembra, quindi, che resterò a Karlsruhe ancora per un po’, e ne sono davvero contento: non mi andava di lasciare già questa citta-ventaglio, movimentata, piena di verde e di opportunità. Ora che questa esperienza prende una nuova direzione (o meglio, prosegue sulla stessa strada) mi sento di affermare con certezza quello che finora avevo detto con riserva: EYE è una fantastica opportunità per imparare qualcosa che non si trova in un master o in un corso di specializzazione.

Non saprei dirvi che cos’è di preciso, o come mi ha cambiato, e credo non conti neppure: probabilmente è diverso per tutti. Quindi, che esperienza diretta sia.