L’importante è la meta, ma il viaggio per raggiungerla ancora di più
Se la meta è tornare a casa, in Calabria, questo viaggio a Bruxelles prosegue piuttosto bene. Siamo giunti a metà cammino e, in questi primi due mesi, la mia valigia di saperi e alleanze è già bella piena.
A cominciare dall’immersione dentro i progetti di S-Com dove, grazie alla bussola di Valentina, sono riuscita a navigare senza perdermi tra i numerosi progetti di cui l’associazione si occupa. Di particolare rilevanza per me, in eterna ricerca di spazi sicuri in cui accomodare un sano e coraggioso giornalismo indipendente, sono stati due progetti sulla comunicazione e, soprattutto, sull’informazione sostenibile: come il progetto Gente Medias e la campagna “Wise for all” che mette al centro il ruolo irrinunciabile delle voci femminili nel panorama mediatico. E come “S-Info – Sustainable information”, grazie al quale ho incrociato una rete di giornalisti indipendenti di altri paesi (Malta e Romania, oltre che Italia e Belgio) che hanno costituito una “casa comune” per sviluppare e rafforzare il mediattivismo. In questi progetti ho potuto, spero, contribuire con il mio sapere e la mia esperienza professionale, così adempiendo alla logica richiesta da EYE. In cambio, ho iniziato a entrare negli “ingranaggi europei” dove di dispiegano non solo i fondi ma anche le relazioni transeuropee affinché quei fondi abbiano il migliore indirizzo possibile.
Non crediate, però, che questi due mesi siano trascorsi all’interno delle (pur belle) quattro mura dell’associazione. Insieme a Valentina stiamo esplorando spazi e modalità presenti nel territorio belga che possano essermi di ispirazione.

Per questo articolo scelgo di parlarvi di una delle esperienze che abbiamo visitato in città: Medaa, uno spazio dedicato alla comunità degli autori e delle autrici e alla diversità culturale europea. Inaugurata nel marzo del 2017, la Maison européenne des Autrices et des Auteurs è la sede di un’associazione di diritto belga che ha la missione di sviluppare servizi di promozione e formazione per le autrici egli autori belgi ma anche europei. Due interi edifici, ai numeri 85 e 87 di Rue du Prince Royal, che chiameremmo coworking: uno spazio dove autori, società e associazioni possono stabilire i loro uffici. Ma non è solo questo. Nella comoda caffetteria e in alcuni aree del piano terra sono state attrezzate e adibite come luoghi di incontro e discussione dove incontrarsi ma anche formarsi, informarsi, mobilitarsi. La “casa” è a disposizione di autori e autrici belgi, ma anche europei. Un luogo dove è possibile superare la solitudine che molto spesso attanaglia chi lavora in modo autonomo e indipendente.
Chi scrive è perfettamente consapevole che immaginare spazi come questo a Reggio Calabria significa affrontare una serie di ostacoli e difficoltà, ma sa altrettanto bene che non è una missione impossibile. Si può vivere in Calabria senza rimanere prigionieri dell’isolamento e si può fare un buon giornalismo nonostante la precarietà del nostro tempo.
Si può essere consapevoli dei propri limiti, insomma, senza che questo sfoci necessariamente in una resa. Perciò, chiuderò questa “puntata” del nostro diario con un’immagine. L’8 marzo 2024, Valentina, io e gli altri attivisti di S-Com siamo andati insieme alla manifestazione, dopo aver preparato i nostri cartelloni. In quella marea che rivendica uguaglianza senza colpo ferire, ci sono anche i progetti di una giovane giornalista meridionale, ed europea.