ZAMAN SU GIBI AKIYOR

Il Tempo scorre come l’Acqua

Turchi dagli occhi profondi siedono per le strade come su troni d’avorio, ricoperti di sete preziose e colorate, loro bevono caffè e con voce solenne mi dicono: “Zaman Su gibi akıyor”: “il Tempo scorre come l’Acqua”.

È interessante scoprire proverbi e modi di dire, capire come il linguaggio influenza il pensiero ed i meccanismi sociali e relazionali. Sono affascinato dal fatto che qui leghino il tempo al fluire dell’acqua, mentre noi lo associamo all’aria (“Il tempo vola” o “time flies”). Sono entrambi concetti interessanti, ma preferisco legare il tempo all’acqua, il fluire delle cose allo scorrere di un fiume, un po’ come faceva Eraclito con il suo “Panta Rhei Os Potamòs” (Tutto Scorre Come un Fiume).

Non è possibile fare la stessa esperienza per due volte, dato che ogni cosa, nella sua realtà apparente, è sottoposta ad un continuo mutamento. Se ogni momento è unico nelle nostre percezioni, allora è importante viverlo profondamente; fortunatamente negli ultimi due mesi sono riuscito ad assaporare ogni giornata, questo ha lasciato che il tempo non solo scorresse come acqua, tinta dai raggi di Sole (Güneş), ma che volasse via velocemente come fanno gli uccelli in Primavera (Bahar).

La mia esperienza lavorativa al Kaizen Gate Hotel & Training Center e con Artis NGO mi tiene occupato con la gestione di progetti internazionali legati a non-formal education, arte e tematiche sociali, ma ho anche tempo per sviluppare le mie iniziative personali che curo in modo particolare in Italia; anche queste hanno a che fare con arte, musica e cultura. Si tratta di due esperienze diverse, nella prima sono il braccio, nella seconda la mente; sento di imparare tantissimo da entrambe.

Mi ritengo anche molto fortunato di essere riuscito a fare network con addetti ai lavori del panorama culturale turco, specialmente nel settore artistico e musicale e sono convinto che da queste nuove conoscenze fioriranno idee e progetti che permetteranno un continuo scambio reciproco e collaborazioni lavorative principalmente legate a quello che più ci piace fare: veicolare l’arte e renderla un mezzo di diffusione di messaggi ideali e sociali, un modo per unire ed educare, per fare esperienza collettiva di quello che ci dà ispirazione e meraviglia.

Negli ultimi giorni mi sono recato ad Istanbul con Kaan Cengiz, il mentore a cui sono affidato per lo svolgersi del programma EYE, per incontri lavorativi con diverse organizzazioni ed aziende specializzate in training ed eventi. Nel tempo libero, ho avuto modo di perdermi nella mia Istanbul.

Ecco alcune parole estrapolate dalla mia solita Moleskin verde, sempre presente quando la mano, come sotto incantesimo, comincia a muoversi secondo traiettorie dettate da intuizioni e stupori della mente:

04/06/21

È finalmente arrivato il 4 giugno; mentre scrivo, attraverso le nuvole e scorgo la Grande Città dall’alto. Istanbul, non vedo l’ora di vederti, di perdermi nelle tue strade, ascoltarti in riva al Bosforo e curiosare tra i tuoi Bazar.” […] “È la quinta volta che ti incontro eppure ho un sentimento contrastante; ogni volta è come la prima volta, allo stesso tempo però le sensazioni che provo mi indicano che quello di questa vita non è che un ritorno. Da qualche parte, nel futuro o nel passato, devo essere appartenuto alla Grande Città.

06/06/21

“La mia penna è leggera al risveglio dei sensi. Questo primo pomeriggio, che ai miei occhi appare fresca mattina, è denso perché ricco di pensieri. Mentre scrivo, ascolto Istanbul, il suo perenne brusio di sottofondo ed il canto dei suoi uccelli.” […] “Eccoci fra le strade appariscenti di Moda e Kadıköy, dove compro due dischi, 45 giri, di musica Sufi e folklorica turca.”

Manca poco più di un mese al mio ritorno Italia, Zaman Su gibi akıyor, e come sempre, il meglio deve ancora arrivare.

“Hayat en güzel hediye”
“La vita è il dono più prezioso”

Francesco Diperno
14/06 – Fethiye, Turkey