WELCOME TO A NEW LIFE EXPERIENCE

Sono Giulia, ho studiato alla triennale Intercultural and Multimedia Communication e mi ci sono dedicata comunicando durante gli anni della mia formazione per diverse NGO italiane e straniere. Successivamente mi sono specializzata in Local Development per apprendere delle nozioni di come sviluppare progetti propri, sempre in collaborazione con le istituzioni pubbliche dell’Unione Europea, per cui ho cominciato a lavorare in progetti dedicati all’ambiente e al sociale. Negli ultimi anni ho cominciato a studiare antropologia sociale per capire come analizzare un tessuto sociale e proporre i progetti che abbiamo un oggetto ed obiettivi che servano realmente alla popolazione alla quale la stiamo proponendo.

Lo sviluppo umano mi interessa, sono anche maestra di yoga. Sento che sono degli strumenti molto forti insieme alla meditazione per essere un essere umano migliore. Mi appassiona la natura, i libri, le conversazioni sincere, la musica, insomma la vita quando esplode nei suoi colori. Durante il corso di antropologia una citazione che mi è rimasta impressa diceva “quando una persona smette di ballare e cantare sta comincia a star male” e questo messaggio lo sto portando dentro di me come reminder delle cose necessarie. Non solo il computer, se non un benessere.

E’ da vari anni che ho conosciuto il programma attraverso una conferenza in cui lo presentavano all’università di Padova ma non ho mai avuto tempo di parteciparvi ed ora è stato il momento in cui la sincronia ha fatto il suo corso e ho potuto approfittare di questa opportunità. Avevo bisogno di un cambio e acquisire nuove ed importanti competenze.

Bene, sono appena atterrata a Fuerteventura ad incontrare l’imprenditore Magid Motamedian che sarà parte della mia quotidianità in questa isola internazionale ventosa.

Una bella accoglienza informale però con obiettivi ben precisi di un lavoro in collaborazione che andrà avanti per i prossimi 4 mesi e con una possibilità di estensione di altri 2. Abbiamo una passione comune che è l’impatto nelle vite dei giovani attraverso diversi programmi che possono migliorare la vita dei partecipanti. Importante portare stimoli costruiti e ben indirizzati in un tessuto sociale che spesso è carente di possibilità di incorporare nozioni di crescita.

Quindi come vogliamo conformarci in questa nuova sfida, il progetto Street is Culture che porta la cultura urbane nella scuola e nelle città però sotto un aspetto innovativo, quello di togliere lo stigma della subcultura aggressiva e sovversiva, per cominciare un discorso di costruzione dalla decostruzione dei codici di quello che dovrebbe essere la “normalità”.

Davanti ad una tazza di caffè guardiamo il programma di come andremo a collaborare nei prossimi mesi e ci dividiamo i compiti che saranno i nostri obiettivi a breve e a m/l periodo e prendiamo le misure di come ci sentiamo comodi nelle nostre forze e debolezze.

Il nostro obiettivo è generare del materiale che sia utile per proporci nelle scuole e promuoverci per riuscire a raccogliere i fondi necessari per sostenerci. Sempre una questione chiave nei progetti sociali, l’autosostentamento e la difficoltà di ottenerlo attraverso fondi pubblici o privati, concorsi, fundraising, etc.

Oltre al lavoro ovviamente sono felice di poter interagire col luogo. Il mare ed un clima perfetto tutto l’anno per fare surf. Io non sono molto brava ancora, l’ho praticato poche volte sino ad ora ma mi piacerebbe dedicarmici durante il tempo che andrò a vivere nell’isola.

Il cibo è occidentale, quindi sono tranquilla, stavolta dopo tante volte in cui mi sono dovuta abituare ad abitudini alimentali differenti e a volte un po’ contrastanti, posso trovare quasi tutto quello che mangerei in Italia.

La popolazione è un meltin pot di culture e mi stimola la “onda” latina che rallenta un poco la frenesia tipica occidentale.

Insomma un buon inizio per questo nuovo scambio e felice di aver cominciato un nuovo percorso di crescita personale e la possibilità di dedicarmi a quanto mi appassiona.